Non so' se arrivo in tempo per dare un aiuto. Le batterie a 1,2 V possono essere ricaricate con tensioni anche di molto superiori a 3,6 V (cioè la mera somma di 1,2 V per tre volte); il problema sta nel "limitare" la corrente di ricarica che, in genere, non dovrebbe superare la decima parte di quella di scarica massima (ad esempio se le batterie sono da 800mA/h si dovrebbero caricare a non più di 80 mA per un tempo dieci volte superiore a quello della scarica. Così, se hai delle batterie a 2000mA/h, ovvero 2 A all'ora, le dovrai caricare al massimo con una corrente non superiore a 200mA per 10 ore, in modo da mantenere costante il prodotto Tensione-Corrente, o pressappoco, senza discostartene molto. Questa, generalmente, è la regola. Per quanto riguarda il caricabatterie, anche se sei un principiante, non dovrebbe essere complicato costruirsene uno con le proprie mani; vuoi mettere la soddisfazione a lavoro concluso? Il più semplice, in assoluto, è il seguente (che descrivo con parole semplici, almeno per me...): devi procurarti un CONDENSATORE elettrolitico da 2000 microFarad (va bene anche da 100, 220, 330, 470, 560,..., 1000, insomma basta che sia un condensatore!), una robusta resistenza il cui valore lo calcoleremo tra breve, un ponte di diodi da 400 V 1 Ampere, ma va bene anche uno da 600V 3 A, 800V 5A, insomma basta che sia un ponte efficiente, una resistenza variabile (un potenziometro) il cui valore ugualmente lo calcoleremo tra breve. Se poi vogliamo essere "fichi" potremmo usare un transistor ed un diodo zener, un operazionale, un regolatore di corrente della serie chi ne sà di più ne metta, insomma si può arricchire di funzionalità spinte, ma noi siamo ostinati, vogliamo limitarci a costruire un "caricabatterie" alla garibaldina, spartano, che funzioni!
Un suggerimento importante: a lavoro concluso metti tutto in una scatolina isolante ed isolata perché l'intero circuito risulta sotto la tensione di rete e qualche contatto accidentale potrebbe provocare seri danni. Nello spirito di questo forum, se ci si prova, è a proprio rischio.
Sia Imax/h la corrente di scarica MAX delle tue batterie, la corrente di carica dovrà allora essere Ic=Imax/10. La tensione di rete, raddrizzata dal ponte, diventa Vr=220*1,414=311V circa; ne segue che la resistenza da mettere in serie è Rs=(311-3,6)/(Ic+10%Ic) (poi vedremo con valori "reali"). Per quanto riguarda il potenziometro, lo faremo lavorare in modo che quando è TOTALMENTE inserito (max valore della sua resistenza), la corrente sia leggermente al di sotto della minima, un 10%, pertanto, il potenziometro lavorerà in un range tra +10% e -10% della corrente Ic. A questo punto abbiamo tutti i dati necessari per fare i calcoli. Suppongo, pertanto, che sia 1 A la corrente di scarica delle batterie (poi farai i conti con quelle che tu hai); ne segue che la corrente nella resistenza Rs dovrà essere 100mA+10%=110mA e la tensione in uscita dalla resistenza dovrà essere 3,6V, pertanto il suo valore resta determinato da: 311-3,6/0,11=2.794,5 Ohm (va bene quella da 2700 Ohm); poichè in essa circola la corrente di 110 mA la sua potenza dissipabile non dovrà essere inferiore a 32 W (dovrai cercare una resistenza di filo avvolto su ceramica). La corrente nel potenziometro varia tra 90 mA (minima) a 110 mA (massima); ovviamente la massima by-passa il potenziometro. Per ottenere la riduzione da 110 a 90 mA, considerando costante la tensione all'uscita della resistenza, si ha 3,6/0,02=180Ohm (va bene anche da 220, 270, 470, 500 Ohm. Eh, questa elettricità!) a strato di grafite o a filo (la potenza dissipata quando è inserita, ma non esclusa totalmente, è di 72mW). Lo schema è quello in figura. Buon lavoro.
