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Allora, eravamo rimasti allo spiano che viene a prodursi sull'angolo di taglio
dopo che abbiamo eseguito un tot di fori; l'operazione di affilatura si propone di ripristinare
lo spigolo vivo asportando il materiale al di sotto dello spiano.
Per effettuare tale operazione le ditte preferiscono mandare gli utensili nei centri di affilatura e
per gli hobbysti ci sono in commercio (a poco costo) delle macchinette che evitano di farlo manualmente.
Da parte mia, ho sempre pensato che l'affilatura fosse un arte che va imparata durante l'apprendistato,
soprattutto, perché ci sono una infinità di casi dove le affilature vanno "personalizzate"
in base al lavoro specifico che uno deve fare e queste, possono essere fatte solo a mano.
A questo proposito prendiamo un esempio a caso: facciamo l'ipotesi di dover fare un foro
nel ferro di D. 10.15; ecco, una punta affilata perfettamente in asse non riuscirà mai a ottenere
quella tolleranza. Quello scopo si potrà ottenere, invece, affilando la punta in modo asimmetrico.
Se dopo aver affilato la punta la poniamo davanti agli occhi vedremo che un vertice è più lungo
dell'altro.. ed è giocando su questa differenza che potremo arrivare a fare il foro maggiorato
della misura che ci interessa.
Prendiamo poi l'argomento "svasature": mentre la punta dalla fabbrica esce a 120 gradi
le svasature sono generalmente a 90°, per cui occorre modificare l'angolo della punta a questo valore
e, in più, diminuirne l'angolo di spoglia inferiore per impedire che la punta "ingozzi" come si dice in gergo.
Per le operazione di svasatura, del resto, esistono già gli "svasatori"... ma nessuno di questi potrà
in nessun modo competere con una punta ad elica affilata a svasare da un "esperto". Difatti,
immaginiamo di dover incassare al filo una vite di M6 svasata: visto che il diametro è di 12,
occorrerà affilare una punta di 12.5 da consentire alla vite di non sporgere dal piano; e invece usando
un normale svasatore a tre tagli per far quello dovrebbe fare uno smusso molto maggiore.
Comunque, passando alla pratica dell'affilatura, occorre una mola da acciaio HSS, di quelle
bianche, rosa o grigie, mentre per il Widia (punta da muro) verde.
Rimetto alcuni video, di cui anche uno del nostro Matthia Wandel:
http://www.youtube.com/watch?v=zQJUXg8MDuk
http://www.youtube.com/watch?v=KkDe8IatSw0
http://www.youtube.com/watch?v=y0SQkzScQk0
http://www.youtube.com/watch?v=xJtYBU2BAMY
Sulle punte da ferro mi pare si sia detto abbastanza.
Per le punte da muro, visto che c'è una placchetta di Widia saldata, non è necessario il movimento
di rotazione in quanto la placchetta è già sporgente di suo, per cui non c'è il rischio che talloni sotto.
La tecnica è la solita: si appoggia la punta alla mola con la giusta inclinazione, sia
laterale che verticale, asportandogli quanto basta per ripristinargli il filo e il gioco è fatto.
Per le punte da legno, la cosa difficile è l'affilatura delle punte "forstner" e non è un caso che
in rete non esistano video di queste affilature.
Come si vede dall'immagine, tali affilature possono farsi solo con affilatrici speciali.
Comunque, io di queste ne ho una serie fino a D.35 che, gia da nuove, non hanno l'angolo vivo,
per cui non tagliano, scaldano e praticamente sono inutilizzabili senza riaffilarle. Cosa, pero, che
sono riuscito a fare solo usando la smerigliatrice angolare con il disco a spazzola. L'unica cosa è
che, per entrarci, si tocca inevitabilmente di sotto dove c'è il tondo di guida... ma non tanto
da creare problemi particolari.
Poi, visto il costo, quando sono finite si fa presto a riprenderle.
Per le altre punta a legno, sia elicoidali che a lancia, la tecnica non differisce da quelle a ferro...
solo che per farle vuote al centro occorre dargli anche l'inclinazione frontale...
sempre senza ruotarle, naturalmente.
Per adesso, direi di fermarmi qui, sperando di non avervi annoiato troppo.
