Scusate amici, posto questo documento scritto da me nel 2003, dopo il famoso black-out elettrico del settembre di quell'anno. La lettura puo' essere appesantita da termini un po' troppo tecnici, ma si riesce a seguire il filo conduttore del discorso, cari saluti, Aretino.
ANALISI DEL “BLACK-OUT
Riflessione sulla interruzione elettrica del 2003......
se non ricordo male il responsabile della rete terna credo che si chiami la rete elettrica disse che da noi un problema simile che ere successo in america da noi non sarebbe mai potuto succedere perche' le reti sono alimentate con sistemi diversi
smentito dai surgelati del mio frigorifero 
chi fa da se fa per tre
Ciao Ixa, essendo di estrazione un elettrotecnico, feci quello scritto senza particolari motivi, fu poi letto nel mio ufficio di appartenenza ed un collega che faceva parte dell'Ordine degli ingegneri lo utilizzo', in piccola parte, per una recensione sulla loro rivista, saluti, aretino.ixa ha scritto:.... il "documento" è anche interessante.
Purtroppo mi sfugge la ragione di questa tua analisi;.... comunque:
Ti era servita per uno studio o una ricerca in particolare?
Ciao!
Non conoscevo -e conosco poco - il sistema a plasma Tokamak, ma onestamente, allo stato dell'arte attuale, non credo che il problema sia rappresentato da quale migliore tecnica - ovviamente maggiormente sicura - possa essere utilizzata per produrre energia elettrica, in quantita' adeguata al fabbisogno, ad un costo congruo, sucura, "piu' pulita possibile", ecc. L'Italia, come i paesi occidentali in generale, si affiderebbe alle sue conoscenze e,sopratutto, a quelle consolidate +- in campo internazionale per cercare di installare, quando e si potra', il sistema sicuramente migliore ed affidabile in tutti i sensi indicati.
Ma a quel punto?? Ricomincera' la guerra dei siti, nessuno lo vorra vicino, eventuali scorie, se e come saranno, andranno smaltite vattelapesca, i politici ed i burocrati prenderanno il sopravvento sui "giusti" conoscitori delle problematiche, insomma si rischia sempre un fallimento, non tanto nella messa in esertcizio, ma nella gestione corrente....se poi si avverte odore di grossi stanziamenti e nella costruzione e nella gestione, sara' poi campo di caccia per la "crimninalità organizzata" con la collaborazione di disonesti amministratori pubblici per proventi certi e duraturi. Insomma, in generale sono perplesso, ci vorrebbe grande maturità, tanta onesta', senso di pubblico e doversoso servizio,.....cari saluti, aretino.
Ma a quel punto?? Ricomincera' la guerra dei siti, nessuno lo vorra vicino, eventuali scorie, se e come saranno, andranno smaltite vattelapesca, i politici ed i burocrati prenderanno il sopravvento sui "giusti" conoscitori delle problematiche, insomma si rischia sempre un fallimento, non tanto nella messa in esertcizio, ma nella gestione corrente....se poi si avverte odore di grossi stanziamenti e nella costruzione e nella gestione, sara' poi campo di caccia per la "crimninalità organizzata" con la collaborazione di disonesti amministratori pubblici per proventi certi e duraturi. Insomma, in generale sono perplesso, ci vorrebbe grande maturità, tanta onesta', senso di pubblico e doversoso servizio,.....cari saluti, aretino.