I rele mi bruciano le lampadine
I rele mi bruciano le lampadine
Buonasera a tutti.
Ho un problema contemporaneamente in due case diverse molto distanti tra loro.
In entrambe nelle stanze dove ci sono diversi punti luce sono stati applicati dei rele. Dopo un po' di tempo che acendo e spengo le lampadine (standard ad incandescenza) si fulminano prima del previsto.
Sapete aiutarmi o devo rinunciare ai rele?
Ho un problema contemporaneamente in due case diverse molto distanti tra loro.
In entrambe nelle stanze dove ci sono diversi punti luce sono stati applicati dei rele. Dopo un po' di tempo che acendo e spengo le lampadine (standard ad incandescenza) si fulminano prima del previsto.
Sapete aiutarmi o devo rinunciare ai rele?
- isex
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Non c'è nessun nesso con il relè. Lui chiude un contatto come potresti fare tu con l'interruttore. Prova per un periodo ad utilizzare quelle a risparmio energetico. Vedrai che il problema scomparirà.
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- Capitan Farloc
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Anche io ritengo non ci sia un nesso tra l'utilizzo dei relè e la minor durata delle lampadine.
Potrebbe invece trattarsi di lampade messe in un punto di passaggio... un corridoio magari?
In questo caso le frequenti accensioni seguite da spegnimenti costringerebbero le lampade ad incandescenza a continui sbalzi di temperatura che potrebbero portare ad un più rapido deterioramento del filamento con conseguente bruciatura.
Altrimenti, un altro caso in cui mi sono trovato ad avere lampade che si bruciavano frequentemente, è una insufficiente dissipazione del calore da parte del lampadario... questo provoca un eccessivo surriscaldamento della lampada con conseguente minore durata.
Può essere uno di questi due casi?
Potrebbe invece trattarsi di lampade messe in un punto di passaggio... un corridoio magari?
In questo caso le frequenti accensioni seguite da spegnimenti costringerebbero le lampade ad incandescenza a continui sbalzi di temperatura che potrebbero portare ad un più rapido deterioramento del filamento con conseguente bruciatura.
Altrimenti, un altro caso in cui mi sono trovato ad avere lampade che si bruciavano frequentemente, è una insufficiente dissipazione del calore da parte del lampadario... questo provoca un eccessivo surriscaldamento della lampada con conseguente minore durata.
Può essere uno di questi due casi?
ciao, il fatto che le lempadine si fulminino facilmente potrebbe essere legato al fatto che nel portalampada si siano allentate le linguette , proverei ( a corrente staccata ad aprire il portalampada e s riavvicinare leggermente le linguette veso la lampadina, a verificare i contatti al portalampada (se allentati) e a comprare lamadine di marca fabbricate in italia ( quella da 6 lampadine ad 1€ sono tarocche) e si fulminano in continuazione, ciao
AJO' CHE CE LA FAI
ciao quelle a risparmio energeti però hanno un difetto se le accendi in ambienti nei quali risiedi per pochi minuti come anditi ripostigli e/o a volte anche bagno consumano più che una lampada ad incandescenza, perchè hanno bisogno di tempo per dare tutta la potenza, quindi accendendo e spegnendo consumeresti di più, se non necessiti di troppa luce potresti optare per delle lampadine a led, ciao
AJO' CHE CE LA FAI
- isex
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Non è che consumino di più. Il problema che mettendoci più tempo ad arrivare al massimo dei lumen, possano dare fastidio. Sicuramente la nuova tecnologia a led aiuta tantissimo.ichnos ha scritto:ciao quelle a risparmio energeti però hanno un difetto se le accendi in ambienti nei quali risiedi per pochi minuti come anditi ripostigli e/o a volte anche bagno consumano più che una lampada ad incandescenza, perchè hanno bisogno di tempo per dare tutta la potenza, quindi accendendo e spegnendo consumeresti di più, se non necessiti di troppa luce potresti optare per delle lampadine a led, ciao
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Non sò se dire che sei più sfigato o che altro. Oppure che hai dei relais diabolici che "remano contro". Il problema è che la tensione che abbiamo in casa, nominalmente 220V, in realtà passa continuamente tra due valori (+311 V e -311 V) che sono i "picchi" del moto sinusoidale del vettore tensione. La tensione che noi diciamo essere 220 V è, in realtà, un valore medio, per l'esattezza il Valore Quadratico Medio di infiniti valori che si presentano "ciclicamente" 50 volte nell'arco di 1 solo secondo passando da 0 a +311 V e da +311 V a 0 e poi da 0 a -311 V e da -311 V a zero di nuovo per poi ricominciare. Dicevo, non sò se sei più sfigato o i tuoi relais ti giocano un brutto scherzo. Se si sottopone la lampadina ad una tensione di 311 volt, questa si brucia, ed è accertato. Suppongo che la tua sfortuna sia stata che, ogni volta che hai acceso le lampadine, ti sei trovato nella condizione di avere il massimo della tensione che transitava proprio in quel momento (anche perché, con la frequenza di 50 cicli al secondo, trovarsi in queste condizioni non è difficile, anzi immaginando che si impieghi il tempo t per chiudere l'interruttore, la probabilità di trovarsi al massimo della tenisone è P=t/50, e più è grande t più è facile beccarselo); la lampadina ha sopportato per quanto poteva, ma poi si è bruciata e non credo che comprando una lampadina ad incandescenza del valore di 100 euro, anche se esistesse, la situazione cambierebbe molto se la tua sfortuna continuasse imperterrita. Esiste una strategia che spesso uso sulle navi quando mi capita di trovarmi di fronte a fatti del genere o quando per motivi tecnici vi sono sbalzi di tensione (si pensi agli apparecchi utilizzati a bordo durante la manovra di ingresso o di partenza dai porti che assorbono notevoli quantità di potenza istantanea, si parla di 500-600 kW) e le lampadine che compra l'Armatore non sono certo da 100 euro l'una perché, con 1 euro, ne compra 100 a Taiwan!) ed è questa: se l'ingegnere ha stabilito che per una determinata zona occorre una certa quantità di illuminazione, ad esempio 60 W, io sostituisco la lampada da 60 W con una da 100 W e metto in serie una resistenza che abbassa la potenza a 60 W, inoltre, all'interno degli interruttori (ogni interruttore che comanda luci ad incandescenza) piazzo un condensatore la cui reattanza capacitiva sia abbastanza alta da non consumare troppa energia, ma abbastanza da assorbire il "transitorio" alla chiusura ed apertura dell'interruttore. Il calcolo della resistenza-serie e del condensatore non li riporto dato che mi sembra di aver svelato già troppo. Credo, tuttavia, che i più smaliziati sappiano farli e chiedo solo di non divulgarli a chi non è del mestiere.
Non ho molto, vivo con poco, spesso fallisco, sempre mi rialzo.
- isex
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La nave ha improvvisi sbalzi di tensione dovuti all'avviamento di pompe, thrusters, inserimento/disinserimento di DG, pronta risposta del woodward, AVR, etc. cosa che normalmente nelle abitazioni non avviene ove vi è un insediamento industriale non elevato. Poi si parla di avviamenti di carichi induttivi importanti che in casa non possono essere paragonati alla lavatrice o all'autoclave !spesso uso sulle navi
forse non più le vibrazioni che fanno fuori le lampadine essendo ad incandescenza.(ogni interruttore che comanda luci ad incandescenza)
Se sostituissi le lampada ad incandescenza con nuovo tipo a risparmio energetico risolveresti il problema senza metterti a modificare l'impianto (che poi non ritroveresti conforme ai disegni: dove viene riportata la resistenza ?). Se poi fosse tutto sotto UPS AC/DC/AC avresti risolto anche il problema dei transitori.
mai sentito parlare dei varistori ?un condensatore la cui reattanza capacitiva sia abbastanza alta da non consumare troppa energia, ma abbastanza da assorbire il "transitorio" alla chiusura ed apertura dell'interruttore.
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