come riscaldo un tubo in inox con temp controllata

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mark
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Messaggio da mark »

ciao giovanni e grazie del consiglio. una fascia riscaldante l' avrei gia usata ma purtroppo ho l' inconveniente che il tino è in vetro resina e una fonte di calore a stretto contatto con questo materiale non mi ha dato una grossa impressione non tanto per l' obbiettivo che dovevo raggiungere quanto che mi strava aggrinzendo la vetro resina oltre a creare odori sgradevoli. volevo comunque dire che le movimentazioni del mosto le farei comunque a mano con una brocca movimentando la massa almeno due volte a giorno per cui credo che a quel punto uniformerei il calore a tutta la massa che poi una volta raggiunta la temperatura voluta sarei a posto..l' unica cosa che non so è se esisistono (credo di si) resistenze o elementi riscaldanti che possono lavorare anche a secco. Tipo le resistenze a cartuccia possano lavorare a secco? sapete dirmi quale tipo di resistenze possano lavorare in queste condizioni? quelle da scaldabagno per esempio se lavorano a secco si bruciano? grazie a tutti
ichnos
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occhio

Messaggio da ichnos »

ciao vorrei metterti a conoscenza del fatto che la vetroresina sottoposta a temperatura rilascia sostanze, mi spiego: per rendere la vertoresina alimentare quindi adatta a scopi enologici e non solo,la stessa si porta mezzo di forni di cottura, a vapore o autoclave a temperature che si è indotti a pensare il manufatto non venga più sottoposto durante il suo utilizzo. E' anche vero che esistono resine alimentari ma hanno dei costi proibitivi.perciò ti dico che se vuoi portare il tuo tino a temperatura devi scaldare il liquido o scaldarlo con liquido!!! non con fasce o con resistenze a contatto col tino.javascript:emoticon(':)')
Dopo la spiegazione ti invio un'altra soluzione fammi sapere ImmagineImmagine
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frigo68
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Messaggio da frigo68 »

Potresti montare una resistenza a cartuccia in acciaio inox della potenza di 500 watt lunga circa quanto è il diametro del contenitore con un attacco sempre in acciaio inox da 1,1/4" la lunghezza serve per avere una maggiore superfice di dissipazione e un minor calore superficiale poi,si puo mettere un termoregolatore con funzione pid ccon contattore allo stato solido e fare cosi riscaldare il vino cun piccoli impulsi invecie di avere sempre tensione sulla resistenza. Puoi sentire la ditta www.catarzipm.com di Firenze che costruisce resistenze su misura..Saluti..
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giovanni
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Messaggio da giovanni »

allora Mark tu hai parlato di fascia scaldante, e penso che come dice il nome sarà solo una fascia per cui il calore è sempre concentrato e questo
non può non provocarti gli effetti che tu dici, in quanto dato il coefficiente di dilatazione dalla vetroresina se la scaldi in una "fascia" avrai una dilatazione con allungamento in una zona ristretta mentre intorno la temperatura è più bassa, questo crea il fenomeno da te riscontrato.

L'idea della temocoperta mi sembrava valida perche la resistenza non
e comunque a contatto diretto della vetroresina, e poi visto che si usa nei letti una certa garanzia la darà.

Comunque visto che questo sistema non è un forte calore concentrato ma un lieve calore indiretto a "cappotto" il calore che assorbirà non sara superiore a quello di quando è al sole, visto che le fanno anche per l'esterno, anzi meglio perchè qui almeno posso regolarlo come meglio credo.
In più tale soluzione apportando un blando calore in tutta la superficie
non determina dilatazioni con aggrinzimenti ne odori indesiderati.
Le dilatazioni ci saranno ma non si vedranno, in quanto sara tutto l'involucro nel suo insieme a dilatarsi esattamente come se nel locale fosse in funzione il riscaldamento.

Io fossi in te aspetterei a scartarla come ipotesi, in quanto fra tutte quelle fatte, questa forse a mio parere ha meno controindicazioni di tutte.


Ciao Giovanni
ichnos
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Messaggio da ichnos »

ciao sono d'accordo con ixa non avevo letto che la temperatura era di 28°, a queste tremperature la resina non rilascia sostanze. forse la termocoperta può essere una buona soluzione, pensavo anche qualcosa che possa indurre la temperatura con l'aria, una pistola termica.( altrimenti il buon vecchio metodo della nonna, a bagno maria, scherzojavascript:emoticon(':D'))fammi sapere
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mark
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Messaggio da mark »

ciao ichnos come sistema io credo che il ricilcolo in serpentina di acqua calda sarebbe stato il migliore ma per praticita la coperta elettrica è sicuramente un ottima idea..comunque nessuno mi ha ancora aiutato a rilsolvere il mio progetto quello dell' inserimento di una resistenza a cartuccia dentro un tubo...potrebbe andare o no questa ipotesi? la resistenza si brucerebbe=? grazie a tutti
mark
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Messaggio da mark »

ciao ixa
per il superamento dei 28° devo ricontrollare un attimo gli appunti che avevo annotato giorno per giorno pero a rigor di logica per quanto riguarda il mio tino probabilmente no. ho cercato infatti nei giorni che mi interessava l' aumento di temperatura, innalzarla introducendo nel mosto delle bottiglie di vetro riempite con acqua calda il che voleva dire che non avevo la temperatura voluta!!ma non ce la facevo perche dopo un ora la massimo le bottiglie iniziavano a calare di temp. nelle vinificazioni professionali i tino sono oltre che in legno anche di acciaio il che conduce meglio la temp come sappiamo. basti pensare che il mosto in fermentazione in un tino anche da 80hl se non raffreddato puo innalzare la temp olre i 40°!!!!
mark
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Messaggio da mark »

tu cosa ne pensi di una resistenza a cartuccia? posso inoltre regolarla con un termostato? da che potenza mi occorre? se credete che come sistema non possa andare bene ditemelo tranquillamente.inoltre con questo sistema se la mia cartuccia ad una estremità è provvista di tappo filettato posso quindi avvitarla al mio nipple rendendo quindi il tubo ,nepple,cartuccia tutto ermetico? oppure la resistenza producendo calore ha bisogno di uno sfiato? grazie dell' aiuto a tutti
liuk
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Messaggio da liuk »

ichnos
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Messaggio da ichnos »

ciao mark mi è venuta un'altra ipotesi per tenere i banchi caldi allochè le resine si catalizzino alla temperatura più idonea si montano sotto i detti banchi delle resistenze a semicontatto col ferro del piano di lavoro. abbiamo anche delle resistenze per tenere caldi i pezzi per portarli in catalisi che sono rivestite interamente in ceramica ela resistenza resta attaccata ache per tempi molto lunghi tipo un turno di lavoro. forse questo tipo di materiale può fare al tuo caso.
comunque penso ma non sono sicuro che la resistenza normale surriscida troppo e si brucia mi informo per vedere si ci sono resistenze particolari.
fammi sapere ciao
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frigo68
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Messaggio da frigo68 »

frigo68 ha scritto:Potresti montare una resistenza a cartuccia in acciaio inox della potenza di 500 watt lunga circa quanto è il diametro del contenitore con un attacco sempre in acciaio inox da 1,1/4" la lunghezza serve per avere una maggiore superfice di dissipazione e un minor calore superficiale poi,si puo mettere un termoregolatore con funzione pid con contattore allo stato solido e fare cosi riscaldare il vino con piccoli impulsi invece di avere sempre tensione sulla resistenza. Puoi sentire la ditta www.catarzipm.com di Firenze che costruisce resistenze su misura..Saluti..
mark
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ok fammi sapere. ciao e grazie
mark
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Messaggio da mark »

la tempistica delle fasi che mi hai detto ixa puo andare bene. solo che quello che stiamo cercando di creare non è per me una scorciatoia ma a maggior ragione puo essermi di aiuto ogni qual volta che reputo necessario aumentare la temp al mosto. anche perche come tu accennavi alla fermentazione malolattica essa come la fermentazione alcolica puo avere inizi spontanei cioè senza effettuare inoculi. ma per far si che cio avvenga senza l' ausilio di lieviti o batteri selezionati devi per forza ricreare a questi micro organismi le condizioni ottimali per crescere e moltiplicarsi. con un sistema di riscaldamento adeguato al volume della vasca puoi permetterti di vinificare anche in giardino!!! ti porto anche questo ulteriore esempio: quest' anno a lavoro a differenza dell' anno precedente ho deciso di far partire la fermentazione malolattica in modo spontaneo cioe solo impost la temp favorevole a innescare tale reazione.
vedi la temp ottimale sarebbe stata tra i 20 e 22° ma niente non ne voleva sapere di partire...allora ho aumentato di ulteriori 2°c la temp ed ecco che dopo una decina di gg la malolattica era terminata. per cui il mio sistema con il vs aiuto non sarebbe assolutamente una scorciatoia quanto un modo per essere sicuro di avere tutte le cose a posto anche perche privatamente è improponibile comprare lieviti e batteri liofilizzati....hanno dei costi abbastanza alti è poi una volta aperta la busta gli avanzi puoi anche buttarli nella fogna...!!!panetto di lievito=500gr utilizzo mio=20-40 gr e il resto??? siccome privatamente produco anche birra e grappa ti posso dire che volendo anche se in maniera molto piu lenta, una volta fatti acclimatare i lieviti ad una temp di anche di 16-18°c la fermentazione parte uguale. ma una fermentazione lenta e discontinua non produce ottimi risultati. per la macerazione non ho bisogno di aumenti di temp.tale processo si puo dire che inizi quando il mostimetro segna BABO=0 il che vuol dire che avro' ancora 2-5 gr/l di zucchero ma tempo un giorno o due puoi dire che il tuo mosto è a secco. da tale giorno inizia la fase di macerazione cioe per x giorni andiamo a lasciare il liquido a macerare con le bucce come se tu lasciassi un qualunque frutto a contatto con alcool buongusto...vedi cosa viene fuoti!! ma in questa fase non mi interessa la temp...capisci? comunque ho tirato fuori un altra idea. l' utilizzo di un cavo riscaldante inserito a spirale dentro il mio tubo inox. anche se avro disperzione di calore vorra dire che per avere 28° di mosto dovro impostare 40° alla resistenza...ma almeno questo è pur sempre utilizzabile a secco e non produce impennate di calore..ho visto viene ancbe avvolto nei giardini lungo le tubazioni dell' acqua per far si che all' interno degli stessi in inverno non vi siano congelamenti...TU COSA DICI IXA?? LO POTRO FARE? POSSO COLLEGARLO AD UN TERMOST DIGITALE? CI SONO TERMOSTATI O TERMOREGOLATORI PRECISI FINO ALLO SCARTO DI GRADO?
ichnos
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Messaggio da ichnos »

ciao mi sono informato ed esistono delle resistenze con timer e termostato che servono per tenere gli oli combustibili in temperatura e non non farli addensare. ti faccio sapere apena mi danno i nomi delle case costruttrici e o maggioi informazioni su fai da te. resisti
AJO' CHE CE LA FAI
mark
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Messaggio da mark »

va bene, ma il principio di funzionamento è ad immerzione o cosa altro?
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