Riparazione scalino
ciao, terrei conto della sollecitazione alla quale sarà sottoposta la parte distaccata nella quale il punto di giunlzione delle parti funge da fulcro e la parte rotta da leva e con una grande forza visto che il piede potrebbe andare a posarsi prorio sulla parte sporgente con le evidienti conseguenze , io mettere le anime forando ecc ecc, praticamente sarebbe lo stesso sistema dei balconi a sbalzo, vedi tu ciao
AJO' CHE CE LA FAI
Non interverrò ulteriormente, ma praticare dei fori in quella situazione equivale a indebolire, non a rinforzare.giovanni ha scritto:Esatto icnos, la strada maestra è quella... sempre che non emergano altre idee...
Per la questione della leva, tutto dipende dall'effettuare il riempimento adeguatamente sotto, cioè a contatto con l'alzata, e lateralmente (collaborante).
Poi fai come credi.
1099
puoi incollare anche con stucco bicomponente per marmo, poi è carteggiabile
i fori sulla piastrella falli con una punta da piastrelle ceramiche e il trapano SENZA percussione, diventa facilissimo (di solito la punta viaggia dappertutto , ma non con queste punte) e non rischi di scheggiare.
anch'io ho forato per anni con le punte da muro e la percussione , poi ho ho provato con questo sistema....è stata un'illuminazione....
i fori sulla piastrella falli con una punta da piastrelle ceramiche e il trapano SENZA percussione, diventa facilissimo (di solito la punta viaggia dappertutto , ma non con queste punte) e non rischi di scheggiare.
anch'io ho forato per anni con le punte da muro e la percussione , poi ho ho provato con questo sistema....è stata un'illuminazione....
Questi sono i miei principi , ma , se non vi piacciono , ne ho degli altri...
g. Marx
g. Marx
Grazie anche a te paco..
Come dice il detto " la notte porta consiglio", mi sarebbe venuta un altra idea che potrebbe salvare capra e cavoli. Con questo nuovo metodo si eviterebbe di forare il moncone, usando però sempre la tecnica dei rinforzi, oltre naturalmente all'uso della colla epossidica.
Si tratterebbe di questo: invece di mettere le anime dentro il moncone, metterne due ai lati... usando come appoggio, da una parte la mattonella a sx e dall'altra il muro della scala.
Ho fatto uno scarabocchio per rendere meglio l'idea:

Lo schizzo è chiaramente uno schema di principio... poi si tratta di stabilire bene le modalità della messa in opera di tali rinforzi. Difatti, nel muro, per esempio, occorrerà fare in modo che il sostegno vada a prendere non sullo scialbo ma nel sodo del muro. A questo scopo potremmo fare in quel punto, uno scasso nel muro, riempirlo di cemento e, poi, fare l'incassatura per la spina direttamente su questo. E a quel punto la raggiatura può essere al filo del muro, come si vede ne disegno.
Un altra possibilità, sempre in quel punto, potrebbe essere di murarci direttamente una staffa che sporgesse la misura sufficiente ad impegnarsi
alcuni mm nella scanalatura eseguita sul lato dx del moncone.
Naturalmente, se mi fosse sfuggito qualcosa, non fate riguardi con critiche o migliorie.
Come dice il detto " la notte porta consiglio", mi sarebbe venuta un altra idea che potrebbe salvare capra e cavoli. Con questo nuovo metodo si eviterebbe di forare il moncone, usando però sempre la tecnica dei rinforzi, oltre naturalmente all'uso della colla epossidica.
Si tratterebbe di questo: invece di mettere le anime dentro il moncone, metterne due ai lati... usando come appoggio, da una parte la mattonella a sx e dall'altra il muro della scala.
Ho fatto uno scarabocchio per rendere meglio l'idea:

Lo schizzo è chiaramente uno schema di principio... poi si tratta di stabilire bene le modalità della messa in opera di tali rinforzi. Difatti, nel muro, per esempio, occorrerà fare in modo che il sostegno vada a prendere non sullo scialbo ma nel sodo del muro. A questo scopo potremmo fare in quel punto, uno scasso nel muro, riempirlo di cemento e, poi, fare l'incassatura per la spina direttamente su questo. E a quel punto la raggiatura può essere al filo del muro, come si vede ne disegno.
Un altra possibilità, sempre in quel punto, potrebbe essere di murarci direttamente una staffa che sporgesse la misura sufficiente ad impegnarsi
alcuni mm nella scanalatura eseguita sul lato dx del moncone.
Naturalmente, se mi fosse sfuggito qualcosa, non fate riguardi con critiche o migliorie.
se ho capito bene vuoi fare due sedi semicircolari sui bordi delle piastrelle..
non la vedo una cosa facile...forando , la punta continuerebbe a scivolare verso la parte della malta.
provando a ricavare con flessibile la sede sulle due mattonelle difficilmente riusciresti a farle in asse una con l'altra col rischio che poi la mattonella ti sta storta....sempre se ho capito giusto (il che non è detto)
allora meglio murare una lamella (o due ) di ferro sotto la mattonella rotta , in modo che sporga e non si veda , lasciando un po di gioco che riempirai con malta o stucco bicomponente per marmo dopo aver incollato la parte mancante....poi dipingi di bianco e color cotto la lamella che tanto è sotto lo scalino e si vedrà pochissimo
non la vedo una cosa facile...forando , la punta continuerebbe a scivolare verso la parte della malta.
provando a ricavare con flessibile la sede sulle due mattonelle difficilmente riusciresti a farle in asse una con l'altra col rischio che poi la mattonella ti sta storta....sempre se ho capito giusto (il che non è detto)
allora meglio murare una lamella (o due ) di ferro sotto la mattonella rotta , in modo che sporga e non si veda , lasciando un po di gioco che riempirai con malta o stucco bicomponente per marmo dopo aver incollato la parte mancante....poi dipingi di bianco e color cotto la lamella che tanto è sotto lo scalino e si vedrà pochissimo
Questi sono i miei principi , ma , se non vi piacciono , ne ho degli altri...
g. Marx
g. Marx
Capisco le tue perplessità... ma l'idea non era di fare i semicerchi con il trapano, ma usando il dremel con una fresa sferica... In fondo si tratta solo di
pochi mm di profondità. In più, seppur sempre un lavoro da certosino, si può lavorarci comodi e in tranquillità. Basta un po di pazienza, provandoci spesso il tondino da inserirci e alla fine i due canali si fanno precisi quanto si vuole.
Poi, precisi per modo di dire... difatti poi tanto c'è la resina che riempie tutto.
pochi mm di profondità. In più, seppur sempre un lavoro da certosino, si può lavorarci comodi e in tranquillità. Basta un po di pazienza, provandoci spesso il tondino da inserirci e alla fine i due canali si fanno precisi quanto si vuole.
Poi, precisi per modo di dire... difatti poi tanto c'è la resina che riempie tutto.
- mariobrossh
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che te ne pare di questa soluzione ?
come si vede nel disegno occorre scavare un
solco, della lunghezza, profondità e larghezza voluta
mentre nel pezzo rotto (disegno 1) il solco dovrebbe
arrivare fino alla fine in modo da consentire lo
scorrimento del pezzo fino in fondo, (come un cassetto)
tra i due pezzi (foto3) inerire una piattina di ferro dello spessore
opportuno e riempire con la colla. La stessa cosa
si può fare anche dall'altro lato



come si vede nel disegno occorre scavare un
solco, della lunghezza, profondità e larghezza voluta
mentre nel pezzo rotto (disegno 1) il solco dovrebbe
arrivare fino alla fine in modo da consentire lo
scorrimento del pezzo fino in fondo, (come un cassetto)
tra i due pezzi (foto3) inerire una piattina di ferro dello spessore
opportuno e riempire con la colla. La stessa cosa
si può fare anche dall'altro lato



Condividere un'idea è sempre una buona idea 
Fantastico mario, era proprio il tassello mancante del mosaico!!!!!!!!!
Difatti, in tal modo si elimina il problema dei rinforzi (o tondi o quadri poco importa) che rimangono a vista...o tantomeno non si vedono le scanalature; che andrebbero, poi, comunque stuccate, ma si vedrebbero sempre.
A questo punto, mi pare che di strada dall'inizio in cui è stata iniziata la discussione ne abbiamo fatta non poca. Per adesso mi pare che abbiamo scandagliato il problema ad una profondità che difficilmente riusciremo a superare.
Facciamo decantare ancora la cosa per un paio di giorni, dopo di che procederemo con i lavori.
*******
Difatti, in tal modo si elimina il problema dei rinforzi (o tondi o quadri poco importa) che rimangono a vista...o tantomeno non si vedono le scanalature; che andrebbero, poi, comunque stuccate, ma si vedrebbero sempre.
A questo punto, mi pare che di strada dall'inizio in cui è stata iniziata la discussione ne abbiamo fatta non poca. Per adesso mi pare che abbiamo scandagliato il problema ad una profondità che difficilmente riusciremo a superare.
Facciamo decantare ancora la cosa per un paio di giorni, dopo di che procederemo con i lavori.
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-Aggiornamento lavori-
Oggi ho dato inizio alle operazioni e ecco alcune sorprese.
Sono andato per pulire bene la malta che debordava dallo scalino rotto in preparazione dell'incollaggio e mi sono subito accorto che c'era qualcosa che non andava: la vecchia malta si sbriciolava a guardarla e raschiandola dopo poco mi sono ritrovato sotto la mattonella...
Allora mi son detto che sarebbe stato meglio toglierla del tutto, incollarla a parte e poi rimurarla sopra lo scalino grezzo. L'idea era valida e forse non tutti mali erano venuti per nuocere; difatti, l'operazione di incollaggio con i due pezzi in mano sarebbe stata facilitata, soprattutto per avere, così, la possibilità di poter usare i morsetti. Però c'era il problema di come riuscire
a togliere dal davanti tutta la malta che era sotto, che pur essendo friabile
all'inizio, dopo sembrava esserlo molto meno.
L'idea è stata di usare una punta di 12mm da muro lunga 30 cm e fare una serie di fori ravvicinati sotto la mattonella e poi rompere i diaframmi. Così ho fatto ma non è stato facile per niente, anche perché la mattonella in fondo era incastrata/murata sotto l'alzata dello scalino superiore e per levarla glie la dovevo sfilare da sotto.
Comunque, dopo alterne vicende, ce l'ho fatta e adesso mi ritrovo in mano i due spezzoni e lo scalino portato a grezzo.
Ora il problema è questo: visto che lo strato di malta che c'era prima sarà stato di circa 15 mm, io devo ricrearcelo murandoci la mattonella incollata... ma come faccio a mettere la malta in modo tale che la mattonella si riposizioni esattamente dove era prima e sotto quella verticale in fondo? Se non fosse stata incastrata in fondo sarebbe bastato abbondare con la nuova malta e poi picchiettare sulla mattonella finché non fosse stata al livello dell'altra... ora lo posso fare ugualmente, ma poi come faccio a farla entrare sotto alla verticale?
Quasi sicuramente quando vado ad spingerla sotto in quel punto mi rimarrà più bassa.
A meno che non muri/incolli, preventivamente, dei tasselli sotto l'alzata verticale, in modo tale da lasciare esattamente lo spazio sufficiente per il passaggio della mattonella.
Oppure, già che ci sono, mettere altri tasselli distribuiti da diverse parti, da avere già una guida totale per l'appoggio della mattonella? Ma come fare fare questi tasselli alla solita altezza? Magari se ci mettessi dei tasselli di 8 potrei stringere le viti fino a creare un piano uniforme?
Il problema è che la mattonella sotto non è liscia, ma tutta dentellata, e come appoggeranno le teste delle viti? Posso però sempre usare la mola per creare degli spiani...oppure non ha importanza, perché sarebbero solo dei riferimenti e poi quello che reggerà sarà sempre e solo la malta???
Oggi ho dato inizio alle operazioni e ecco alcune sorprese.
Sono andato per pulire bene la malta che debordava dallo scalino rotto in preparazione dell'incollaggio e mi sono subito accorto che c'era qualcosa che non andava: la vecchia malta si sbriciolava a guardarla e raschiandola dopo poco mi sono ritrovato sotto la mattonella...
Allora mi son detto che sarebbe stato meglio toglierla del tutto, incollarla a parte e poi rimurarla sopra lo scalino grezzo. L'idea era valida e forse non tutti mali erano venuti per nuocere; difatti, l'operazione di incollaggio con i due pezzi in mano sarebbe stata facilitata, soprattutto per avere, così, la possibilità di poter usare i morsetti. Però c'era il problema di come riuscire
a togliere dal davanti tutta la malta che era sotto, che pur essendo friabile
all'inizio, dopo sembrava esserlo molto meno.
L'idea è stata di usare una punta di 12mm da muro lunga 30 cm e fare una serie di fori ravvicinati sotto la mattonella e poi rompere i diaframmi. Così ho fatto ma non è stato facile per niente, anche perché la mattonella in fondo era incastrata/murata sotto l'alzata dello scalino superiore e per levarla glie la dovevo sfilare da sotto.
Comunque, dopo alterne vicende, ce l'ho fatta e adesso mi ritrovo in mano i due spezzoni e lo scalino portato a grezzo.
Ora il problema è questo: visto che lo strato di malta che c'era prima sarà stato di circa 15 mm, io devo ricrearcelo murandoci la mattonella incollata... ma come faccio a mettere la malta in modo tale che la mattonella si riposizioni esattamente dove era prima e sotto quella verticale in fondo? Se non fosse stata incastrata in fondo sarebbe bastato abbondare con la nuova malta e poi picchiettare sulla mattonella finché non fosse stata al livello dell'altra... ora lo posso fare ugualmente, ma poi come faccio a farla entrare sotto alla verticale?
Quasi sicuramente quando vado ad spingerla sotto in quel punto mi rimarrà più bassa.
A meno che non muri/incolli, preventivamente, dei tasselli sotto l'alzata verticale, in modo tale da lasciare esattamente lo spazio sufficiente per il passaggio della mattonella.
Oppure, già che ci sono, mettere altri tasselli distribuiti da diverse parti, da avere già una guida totale per l'appoggio della mattonella? Ma come fare fare questi tasselli alla solita altezza? Magari se ci mettessi dei tasselli di 8 potrei stringere le viti fino a creare un piano uniforme?
Il problema è che la mattonella sotto non è liscia, ma tutta dentellata, e come appoggeranno le teste delle viti? Posso però sempre usare la mola per creare degli spiani...oppure non ha importanza, perché sarebbero solo dei riferimenti e poi quello che reggerà sarà sempre e solo la malta???
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Non ho potuto fare una rassegna fotografica completa in quanto non ero in casa mia...
Comunque ecco una foto dove si nota bene lo stacco. Avrei potuto fare anche di più per mimetizzarlo ma si sarebbe visto comunque ed allora.....

Per la colla non ho usato la bicomponente ma questa: espressamente consigliatomi dalla ferramenta perché avevano avuto modo di provarla in uno scalino del loro negozio ed gli aveva funzionato alla grande...
http://www.uhubostik.it/upl/originals/c ... 470251.pdf
Per quanto riguarda i rinforzi laterali, in corso d'opera ho modificato un po l'idea: non ci ho messo i filettati di 8 ma ho semplicemente usato una cartuccia di ancorante chimico.... In pratica invece di avere il ferro, dentro le traccie ho la resina.
Alcuni problemi, invece, l'ho incontrati nella muratura della mattonella con la colla. Come temevo, non ce l'ho fatta a far forzare la mattonella sull'alzata verticale... e addirittura, alla fine, mi è rimasta un'asola di circa 2mm... Però, poi, ho riempito tale lo spazio con la resina chimica e adesso anche l'alzata dovrebbe avere il suo appoggio in basso.
Certamente se mi dovesse ricapitare un altra volta alcuni errori pratici dovuti all'inesperienza non le rifarei... però come si dice: nessuno nasce imparato.
Fra un paio di giorni, quando leveremo le protezioni e ci passeremo sopra capiremo se ridere o piangere....
Comunque ecco una foto dove si nota bene lo stacco. Avrei potuto fare anche di più per mimetizzarlo ma si sarebbe visto comunque ed allora.....

Per la colla non ho usato la bicomponente ma questa: espressamente consigliatomi dalla ferramenta perché avevano avuto modo di provarla in uno scalino del loro negozio ed gli aveva funzionato alla grande...
http://www.uhubostik.it/upl/originals/c ... 470251.pdf
Per quanto riguarda i rinforzi laterali, in corso d'opera ho modificato un po l'idea: non ci ho messo i filettati di 8 ma ho semplicemente usato una cartuccia di ancorante chimico.... In pratica invece di avere il ferro, dentro le traccie ho la resina.
Alcuni problemi, invece, l'ho incontrati nella muratura della mattonella con la colla. Come temevo, non ce l'ho fatta a far forzare la mattonella sull'alzata verticale... e addirittura, alla fine, mi è rimasta un'asola di circa 2mm... Però, poi, ho riempito tale lo spazio con la resina chimica e adesso anche l'alzata dovrebbe avere il suo appoggio in basso.
Certamente se mi dovesse ricapitare un altra volta alcuni errori pratici dovuti all'inesperienza non le rifarei... però come si dice: nessuno nasce imparato.
Fra un paio di giorni, quando leveremo le protezioni e ci passeremo sopra capiremo se ridere o piangere....



