neve20 ha scritto:Ciao,
ho un tavolo in legno abbastanza datato che balla. Il tavolo è tenuto insieme da 12 perni che sono abbastanza consumati, così creano gioco ... e il tavolo balla
Considerato che:
1) Il tavolino ha passato gran parte della sua vita all'aperto
2) non si tratta di un manufatto costruito per durare nel tempo
3) è un tavolino pieghevole/smontabile, cioè volutamente non monolitico
4) non ha valore economico
ti consiglio di non intervenire con un restauro a regola d'arte, ma solamente risolvere celermente ed ecomomicamente il problema, avvertendoti che, i
n ogni caso, la soluzione non è destinata a durare nel tempo.
Viste le premesse, potresti operare con una colla di tipo epossidico, facilmente reperibile. Mi sembra che la Bostik ne proponga un tipo confezionato in due siringhe gemelle (poca, ma a te sufficente, visto che l'alternativa è un prodotto da barche venduto a chili).
Oppure altri tipi di colla ad alta vetrificazione e soprattutto ad alta vischiosità.
Un supporto come il tuo (legno vecchio), dovrebbe essere preparato, cioè carteggiato fino a far scomparire lo strato marcio, cioè grigio, che altro non è che la parte superficiale dei pezzi, rimasti esposti agli agenti atmosferici e che ha perduto le componenti oleose che tengono compatte le fibre.
Ma se asporti tale parte, i laschi inevitabilmente aumentano, e la situazione peggiora. Quindi ti occorre una colla altamente vischiosa che possa eventualmente diventare stucco, miscelandovi un inerte, come ad esempio segatura (non troppa ovviamente).
Oltre alle colle epossidiche (bicomponente), esistono alte colle adatte, tutte per uso nautico. Ad esempio la cascamite, che è una miscela di polveri cui va aggiunta un po' d'acqua al momento dell'uso).
Oppure la colla resorcinol-formaldeide (detta colla rossa) che però, essendo appunto rossa, imbratta troppo.
O ancora, dei fantastici prodotti chimici (3M ad esempio) confezionati in cartuccioni tipo il silicone (occorre quindi l'apposita pistola) che sono eccezionali. Io ne usai uno, color coscia di monaca, che è denso ma appiccicoso, non cola, riempie le cavità, si secca ma resta un po' elastico, aumenta di volume mentre si asciuga (e così aderisce perfettamente) e, da secco è carteggiabile e pitturabile! Unico neo, la cartuccia si secca dopo poche settimane, anche se è chiusa o ancora sigillata.
Ecco, io userei quindi collanti, non intervenendo sulla falegnameria, con l'eccezione dello smontaggio/rimontaggio delle parti al fine di far lavorare la colla sulla più ampia superfice possibile.
Un consiglio: all'atto dell'incollaggio attenzione a mettere in squadra i due telai che costituiscono le gambe, in modo che, una volta rimontati, garantiscano il corretto cinematismo tra di loro e con il piano del tavolino.