come riscaldo un tubo in inox con temp controllata
come riscaldo un tubo in inox con temp controllata
salve a tutti sono marco e avrei bisogno di chiunque possa aiutarmi in materia. avrei bisogno in quanto di mestiere faccio il responsabile di cantina, ed quindi essendo appassionato di fermentazioni distillazioni ecc di creare un congegno che mi permetta di scaldare e mantenere il mio prodotto(mosto e poi vino) a determinate temperature. io avevo pensato, siccome il mio piccolo contenitore ha un tappo galleggiante,quindi dall'alto non posso introdurvi niente, di praticare un foro al tino in vetroresina lateralmente, applicarvi un nipples ed dall' interno avvitarci un tubo rigorosamente in inox da 1"1/4 tipo e dall' esterno che vada ad inserisi dentro il suddetto tubo un qualcosa che mi riscaldi il tubo che di conseguenza mi portera' la massa alla temperatura desiderata che comunque non superara' mai i 28° durante la fermentazione ed i 22° a vino finito. cosa dite di fare? grazie a tutti
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cosimocs
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La lavatrice smuove in continuazione l'acqua che ha così la possibilità di scaldarsi in modo regolare.
Mettendo una resistenza in un tino con il mosto, questa scalderebbe il mosto a contatto con il tubo portandolo a temperature molto superiori a quella richiesta... e non credo che questo faccia molto bene al vino che vorresti produrre
Forse converrebbe pensare ad un "condizionamento" dell'ambiente con un condizionatore a pompa di calore...
Mettendo una resistenza in un tino con il mosto, questa scalderebbe il mosto a contatto con il tubo portandolo a temperature molto superiori a quella richiesta... e non credo che questo faccia molto bene al vino che vorresti produrre
Forse converrebbe pensare ad un "condizionamento" dell'ambiente con un condizionatore a pompa di calore...
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cosimocs
cosimocs ha scritto:Scusate ma nello scaldabagno l'acqua non viene riscaldata tutta
pur stando ferma ?![]()
Altrimenti gli ci vuole un pastorizzatore ............
Ciao
Penso che qui le condizione siano diverse, in quanto mentre l'acqua essendo un liquido distribuisce prima il calore a tutto il suo volume, e poi anche se nel momento iniziale nel punto della resistenza la temperatura è molto superiore non succede niente, cosa che non accade per il mosto in quanto essendo semiliquido la temperatura stenterebbe a diffondersi in
tutta sua massa con tutte le conseguenze prevedibili già dette da C.F.
Ciao Giovanni
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Nello scaldabagno l'acqua viene riscaldata vicino alla resistenza e questa scaldandosi ad una temperatura superiore a quella circostante tende ad andare verso l'alto per lasciare il posto a quella più fredda...
Quindi la circolazione avviene in modo naturale.
Il mosto (ho pensato) è più denso ed ha una parte liquida ed una solida (gli acini schiacciati) quindi la circolazione naturale in questo caso è limitata...
Dubito poi che vi siano degli agitatori... mi sembra che il mosto debba stare "a riposo"... ma queste sono tutte supposizioni, effettivamente marco potrebbe illuminarci un pochino di più dulle tecniche di vinificazione (di cui lui è senz'altro molto più esperto di noi) e di come vengono tenute le temperature giuste nelle attrezzature professionali e noi magari riusciamo ad avere un idea più precisa...
Che ne dici Marco?
A presto
Quindi la circolazione avviene in modo naturale.
Il mosto (ho pensato) è più denso ed ha una parte liquida ed una solida (gli acini schiacciati) quindi la circolazione naturale in questo caso è limitata...
Dubito poi che vi siano degli agitatori... mi sembra che il mosto debba stare "a riposo"... ma queste sono tutte supposizioni, effettivamente marco potrebbe illuminarci un pochino di più dulle tecniche di vinificazione (di cui lui è senz'altro molto più esperto di noi) e di come vengono tenute le temperature giuste nelle attrezzature professionali e noi magari riusciamo ad avere un idea più precisa...
Che ne dici Marco?
A presto
spiego meglio il mio sistema..il mosto non deve mai stare a "riposo" se non il primo giorno quindi il giorno stesso di riempimento della vasca dopo una prima ed unica movimentazione del 100% del volume riempito, dopo di che rimane a riposo per 24-36 ore. nei successivi giorni il mosto viene CONTINUAMENTE movimentato ad intervalli piu possibile regolari con cadenze di 2,3,4,6 8 ore fino ad un massimo di 12 ore quindi solo due volte al giorno. il mio esperimento era quello di effettuare micro vinificazione a casa con i grappoli delle cosiddette femminele lasciati appassire sulla pianta fino a inizio novembre. l' innalzamente della temperatura da 20° circa fino a 27° per 3-4 giorni serve ad estrarre il colore dalle buccie oltre ad altri aromi..il mio contenitore è un piccolo serbatoio in vetroresina da 100 lt che pero in fase di fermentazione non puo mai essere riempito oltre 85%.quindi dovro riscaldare fino a 27° una massa massima di 85 litri. la resistenza da scaldabagno ha una serpentina in rame che come metallo non va bene a contatto con il vino,
è per questo che volevo riscaldare un tubo in acciaio come avevo precemente detto.ho bisogno quindi di qualcosa che scaldi a secco non immersa in liquidi..Ma una resistenza a cartuccia da inserire nel tubo puo andare bene? o cosa altro posso fare? grazie a tutti
è per questo che volevo riscaldare un tubo in acciaio come avevo precemente detto.ho bisogno quindi di qualcosa che scaldi a secco non immersa in liquidi..Ma una resistenza a cartuccia da inserire nel tubo puo andare bene? o cosa altro posso fare? grazie a tutti
tempereatura del vino
ciao premetto che di vino non ne capisco niente, però forse una soluzione ci sarebbe, il cap ha ragione il liquido più vicino alla resist. viene surriscaldato, io ti consiglio di portare a temperatura il tuo liquido con acqua calda, mi spiego meglio per scadare il tino potresti o realizzare una sepentina inox da mettere all'interno del tino nella quale fai circolare acqua calda preriscaldata da una restenza immersa in contenitore e mandata in riciclo da una pompa per temosifoni (che è a basso regime di giri e da tempo alla resistenza di scaldare l'acqua, doposi può vedere i temostati ecc. ) oppure per risparmiare un po ti consiglio di usare un tubo di rame e realizzare la circolina fuori del tino semplicwmwnte avvolgendolo attorno e fare circolare l'acqua calda come sopra, magari ad una temperatura più elevata perchè ci sarà piu dispersione.
se ti servono dritte sulla vetroresina fammi sapere ciao
se ti servono dritte sulla vetroresina fammi sapere ciao
AJO' CHE CE LA FAI
oooooooooopss non mi è riuscito l'invio del disegno[URL=http://img508.imageshack.us/my.php?imag ... inaoq7.jpg][IMG]http://img508.imageshac
AJO' CHE CE LA FAI
- Capitan Farloc
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L'idea di ichnos mi sembra OK...
-Risolve il problema del surriscaldamento del mosto vicino alla resistenza perchè in questo caso circolerebbe l'acqua nella serpentina che potrebbe essere ad una temperatura controllata da un termostato.
-Risolve il problema della distribuziine uniforme del calore perchè la serpentina coprirebbe una superficie piuttosto ampia.
-Risolve il problema della resistenza che si surriscalda se non a contatto con il liquido perchè questa starebbe sempre immersa nell'acqua
L'unico problema che non risolveè quello della complessità di costruzione...ma con un pò di pratica e di attrezzatura potrebbe essere fatto anche "faidate"...la pompa potrebbe essere presa da una vecchia caldaia in disuso (se vai da un ferrivecchi o un rigattiere può darsi che la trovi)... sconsiglio invece l'utilizzo di una pompa di scarico di una lavatrice perchè potrebbe non essere stata progettata per lavorare in modo continuativo per più di qualche minuto...
Ciao
-Risolve il problema del surriscaldamento del mosto vicino alla resistenza perchè in questo caso circolerebbe l'acqua nella serpentina che potrebbe essere ad una temperatura controllata da un termostato.
-Risolve il problema della distribuziine uniforme del calore perchè la serpentina coprirebbe una superficie piuttosto ampia.
-Risolve il problema della resistenza che si surriscalda se non a contatto con il liquido perchè questa starebbe sempre immersa nell'acqua
L'unico problema che non risolveè quello della complessità di costruzione...ma con un pò di pratica e di attrezzatura potrebbe essere fatto anche "faidate"...la pompa potrebbe essere presa da una vecchia caldaia in disuso (se vai da un ferrivecchi o un rigattiere può darsi che la trovi)... sconsiglio invece l'utilizzo di una pompa di scarico di una lavatrice perchè potrebbe non essere stata progettata per lavorare in modo continuativo per più di qualche minuto...
Ciao
ciao ixa e co. grazie per i vostri suggerimenti ma stavo cercando un qualcosa di piu semplice senza ricircoli con pompe o cose simili. purtroppo lo spazio che adopero è ristretto e per di piu è il rustico a casa.se mi madre vede tutto sto casino ci butta fuori a me e al tino. cmq ti ricapitolo a passaggi cio che io vorrei crare:
1) IL MOSTO PIGIATO ENTRA NEL SERBATOIO A TEMP. AMBIENTE(20°)
2) PER I PRIMI 4GG IL MOSTO DEVE STARE TRA I 20° E I 22°
3) DAL 5 AL 9 GG IL MOSTO DEVE RAGGIUNGIERE I 27-28° E QUI NECESSITO DI QUALCOSA????!!!!!!
4) DAL 10 AL 12 IL MOSTO DEVE TORNARE A 20°/22°
Quando poi avro ottenuto il mio vino esso necessita di un periodo di 7gg circa in cui essendo pero in novembre inoltrato(quindi iniziano i primi freddi) in cui deve avvenire una seconda fermentazione chiamata malolattica ad opera di alcuni batteri che operano pero solo in condizioni di temperature intorno ad i 23° ma in questa fase la temp esterna ad esempio in questi gg è sui 10-12°!!!se ci riesco ti mando una bozza del sistema che volevo creare in modo tale che si possa risalire allo strumento da usare. Per il cavo riscald. non è un po pericoloso senza un salvavita, attaccato cosi e via alla 220? boh io non ci capisco niente ma non voglio rimanere attaccato fulminato ad una presa!!
1) IL MOSTO PIGIATO ENTRA NEL SERBATOIO A TEMP. AMBIENTE(20°)
2) PER I PRIMI 4GG IL MOSTO DEVE STARE TRA I 20° E I 22°
3) DAL 5 AL 9 GG IL MOSTO DEVE RAGGIUNGIERE I 27-28° E QUI NECESSITO DI QUALCOSA????!!!!!!
4) DAL 10 AL 12 IL MOSTO DEVE TORNARE A 20°/22°
Quando poi avro ottenuto il mio vino esso necessita di un periodo di 7gg circa in cui essendo pero in novembre inoltrato(quindi iniziano i primi freddi) in cui deve avvenire una seconda fermentazione chiamata malolattica ad opera di alcuni batteri che operano pero solo in condizioni di temperature intorno ad i 23° ma in questa fase la temp esterna ad esempio in questi gg è sui 10-12°!!!se ci riesco ti mando una bozza del sistema che volevo creare in modo tale che si possa risalire allo strumento da usare. Per il cavo riscald. non è un po pericoloso senza un salvavita, attaccato cosi e via alla 220? boh io non ci capisco niente ma non voglio rimanere attaccato fulminato ad una presa!!
ixa ti ho inviato una mail con allegato il disegno di cio che vorrei creare io non sono riuscito a metterla esposta qui.se tu ci riesci cosi che possa vedere anche ichnos.ciao ragazzi e grazie per adesso
.... ti allego il lik dell'iimagine che mi hai inviato:
elemento riscaldante per mosto
Ciao!
ixa.
.... ti allego il lik dell'iimagine che mi hai inviato:
elemento riscaldante per mosto
Ciao!
ixa.
Ciao Mark
Che ne diresti di una termocoperta?
Soluzione semplice, economica, che non prende nessuno spazio e che la puoi fare in 5 minuti.
Questa soluzione supererebbe lo scoglio della fonte di calore che non deve essere a contatto diretto con il prodotto e quello di avere esternamente un riscaldamento che prendesse più superficie possibile.
Se non te ne basta una ne puoi mettere anche due a seconda di quanto è grande il contenitore.
Poi ha già il termostato, devi solo mettere un quadretto con un teleruttore
collegato a un temporizzatore e eventualmente ad una sonda dentro il tino
che ti monitora la temperatura del mosto.
Ma comunque era solo un idea per semplificare come vuoi tu, per l'applicazione pratica poi si apre un'altra discussione, dove gli esperti ti possono dare tutti i consigli che ti occorrono.
Che ne dici? potrebbe fare al caso tuo?
Ciao Giovanni
Che ne diresti di una termocoperta?
Soluzione semplice, economica, che non prende nessuno spazio e che la puoi fare in 5 minuti.
Questa soluzione supererebbe lo scoglio della fonte di calore che non deve essere a contatto diretto con il prodotto e quello di avere esternamente un riscaldamento che prendesse più superficie possibile.
Se non te ne basta una ne puoi mettere anche due a seconda di quanto è grande il contenitore.
Poi ha già il termostato, devi solo mettere un quadretto con un teleruttore
collegato a un temporizzatore e eventualmente ad una sonda dentro il tino
che ti monitora la temperatura del mosto.
Ma comunque era solo un idea per semplificare come vuoi tu, per l'applicazione pratica poi si apre un'altra discussione, dove gli esperti ti possono dare tutti i consigli che ti occorrono.
Che ne dici? potrebbe fare al caso tuo?
Ciao Giovanni

