Aiuto calcolo corrente
Aiuto calcolo corrente
Ciao, volevo un aiuto, io ho un contatore a 380 V trifase e devo fare l'impianto a 220 V.Come posso calcolare la corrente e la potenza dell'impianto per poterla distribuire a 220V? Grazie
Invece di derivare la 220 da una fase e dal neutro della 380, ti consiglio di spendere qualcosa (un centinaio di euro?) ed acquistare un trasformatore 380-220 trifase-trifase (se ne trovano di seconda mano a buon prezzo di varia potenza erogabile). Per il calcolo della potenza MAX devi sommare le potenze NOMINALI dei vari apparecchi utilizzatori; ad esempio se pensi di far funzionare contemporaneamente una lavatrice, un forno, il frigorifero, un impianto stereo, il televisore, l'impianto luci, la prima cosa da fare è avere gli assorbimenti dei carichi, in tal modo puoi distribuire sui tre fili a 220V la potenza in entrata. Ti faccio un esempio: se hai trovato che la tua potenza necessaria è 9kW, con la tensione di 220V circolerà la corrente MAX 9000/220=41A circa, perciò ti occorre un trasformatore di almeno 18kW; dovrai suddividere i "carichi" in modo che non vi sia uno sbilanciamento eccessivo, ovvero se su una fase (ad esempio RS ci metti il frigo e la lavatrice, sulla ST ci metterai il forno e la televisione, mentre sulla terza RT ci metterai l'impianto luci e qualche altro piccolo carico tipo piccoli elettrodomestici, ma questo è solo un suggerimento). Generalmente, per la verifica degli assorbimenti (di corrente), alle tre fasi si collegano in serie degli Amperometri e si cerca di fare in modo che i carichi si distribuiscano equamente. Ma, ovviamente, è solo un suggerimento. Tieni presente che un altro problema della tensione alternata sono i carichi "reattivi" che falsano la strategia di equidistribuzione della Potenza.
Non ho molto, vivo con poco, spesso fallisco, sempre mi rialzo.
- isex
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invece di spendere i soldi del trasformatore non vedo perchè quel poverino non si potrebbe derivare comunque un R-N un S-N ed un T-N a cui assolverebbe allo scopo nella medesima via risparmiando sulle perdite sia economiche (il costo del trafo) sia in termine, seppur minime, di perdita del trafo. Poi se ci pensiamo bene è quello che l'ENEL fa già a monte in grande quando distribuisce la corrente nei vari quartieri / case.
Farlo nel piccolo è sempre meglio perchè meno è la corrente che passa nei cavi, meno sono le perdite per effetto joule.
Se parliamo di un'abitazione già esistente, altri svantaggi sono:
1) Due fasi per casa e dunque due conduttori attivi.
2) Un conduttore azzurro che per norma viene usato solo per il neutro a cui invece do una fase.
Farlo nel piccolo è sempre meglio perchè meno è la corrente che passa nei cavi, meno sono le perdite per effetto joule.
Se parliamo di un'abitazione già esistente, altri svantaggi sono:
1) Due fasi per casa e dunque due conduttori attivi.
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suddividere l'impianto su tre fasi diverse non è poi così complicato.
Il problema è crearsi delle montanti differenti che invece di collegare ad una singola fase, la colleghi a tre differenti lasciando in comune il neutro.
Comunque è un lavoro che si fa in fase di costruzione. Una modifica in in secondo momento la lascerei perdere se non derivare al massimo una seconda fase ma solo se ce ne fosse la necessità (per esempio l'installazione dei climatizzatori che come si sa avviene in un secondo momento).
Il problema è crearsi delle montanti differenti che invece di collegare ad una singola fase, la colleghi a tre differenti lasciando in comune il neutro.
Comunque è un lavoro che si fa in fase di costruzione. Una modifica in in secondo momento la lascerei perdere se non derivare al massimo una seconda fase ma solo se ce ne fosse la necessità (per esempio l'installazione dei climatizzatori che come si sa avviene in un secondo momento).
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ciao isex,condivido che non e' complicato,dove lavoro ora arrivano le tre fasi e il neutro ,e le tre fasi vengono poi divise per carichi che bisogna collegare, vero e' che essendo un luogo di lavoro e' sottoposto a controlli rigidi,ma nonostante tutto ,il sovraccarico su una linea ha provocato un inizio di incendio,e l'impianto e' stato fatto da tecnici,a me dicevano la corrente non la vedi e non la senti,ma se la vedi o la senti sono dolori,ora per carita' ognuno e' libero di fare cio' che vuole,ma noi non sappiamo la sezione dei cavi a 380 volt che arrivano all'interruttore generale,i carichi che deve collegare l'utente che ha aperto il post,se sono motori macchine,o una lampadina,e' una cosa un po' troppo generica,mio parere ovviamente 
chi fa da se fa per tre
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Un conto sono i tecnici che effettuano l'impianto ed un altro quelli che lo progettano. Nel tuo caso forse quella linea non era abbastanza protetta o mal collegata/manutenzionata. La suddivisione dei carichi è una cosa normale. Effettivamente non so la sezione dei cavi, ma sicuramente sono in grado di limitare la corrente, con adeguate protezioni, che ci potrà circolare sopra senza creare nessun danno.il sovraccarico su una linea ha provocato un inizio di incendio
Infatti nel progetto si identificano carichi fissi e carichi variabili.carichi che deve collegare l'utente che ha aperto il post,se sono motori macchine,o una lampadina,e' una cosa un po' troppo generica,mio parere ovviamente
Nel primo caso si sezionano le varie utenze con i dati di targa dell'utilizzatore. Nel secondo si limita la corrente al massimo consentito dai cavi o dal trasformatore/generatore per non sovraccaricarlo. Un principio di incendio proviene sicuramente da un surriscaldamento delle connessioni quando queste non sono controllate durante le manutenzioni ordinarie con il classico serraggio. Per la sicurezza, potresti consigliare in azienda, proprio per questo scopo, una termocamera che oggi con poco più di 1000 euro riesci ad acquistarla, in modo da individuare quei punti deboli.

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ciao isex grazie x i consigli in azienda,
,io pero' resto dell'idea che le modifiche o le derivazioni,agli impianti 380v e' meglio farle fare a chi le sa fare,magari giustamente a te sembrera' semplice, perche' sei un bravo tecnico,ma io le sconsiglio ad un utente a digiuno di elettricita',non tanto per la difficolta' di creare derivazioni a 220 volt,ma per l'appunto per il calcolo dei carichi,sezioni dei cavi,apparecchi di protezione. 
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ciao isex grazie x i consigli in azienda,
di niente
bisogna almeno conoscere la legge di ohm.,io pero' resto dell'idea che le modifiche o le derivazioni,agli impianti 380v e' meglio farle fare a chi le sa fare,
non è vero ... sono il numero uno sulla piazza ....magari giustamente a te sembrera' semplice, perche' sei un bravo tecnico,
Corretto.... la sicurezza prima di tutto !!ma io le sconsiglio ad un utente a digiuno di elettricita',non tanto per la difficolta' di creare derivazioni a 220 volt,ma per l'appunto per il calcolo dei carichi,sezioni dei cavi,apparecchi di protezione.
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