Ciao a tutti
nell'impianto elettrico di casa mia appena rifatto, nell'arco di 5/6 mesi mi si sono "bruciati" due salvavita di marche diverse (il primo un siemens 40A 0,3A tipo A, il secondo un bticino 32A 0,3A tipo AC)
In particolare quest'ultimo, bruciatosi oggi, avvicinando l'orecchio mentre era alimentato, faceva un rumore come se friggesse.
Ora due domande:
1. E' possibile che il mio impianto elettrico abbia dei problemi tali da danneggiare il salvavita?
2. E' possibile che i disturbi di linea enel abbiano lo stesso effetto?
Cosa devo/posso controllare nel mio impianto?
Una curiosità: controllando con un normale cercafase (cacciavite!) ho notato che l'intensità di illuminazione della lampadina varia e anche di molto. Es: inizialmente dà una luce fioca, dopo un pò (alcuni minuti) una luce molto intensa, per poi tornare alla luce fioca. Sono sbalzi di tensione o cosa?
Grazie mille e scusate se ho detto delle porcherie
Hai notato se quando varia l'intensità luminosa del cercafase non si avvii contemporaneamente qualche utilizzatore? (ad esempio la lavatrice, la lavastoviglie, il frigorifero?), perché potresti avere qualche dispersione non piccola. Lo "sfregolìo" potrebbe essere prodotto dall'ancorina del differenziale attivata dal diverso valore di corrente nei due sensi, ovvero la corrente uscente è maggiore di quella rientrante a causa di dispersioni da cui deriverebbe la vibrazione del relay differenziale e la sensazione di "frittura". Per una migliore comprensione del funzionamento di questi interruttori ti invito a leggere il mio topic.
Non ho molto, vivo con poco, spesso fallisco, sempre mi rialzo.
Un'altra cosa: leggendo questa converszione http://www.ilsitodelfaidate.it/FDTForum ... ne&start=0 ho pensato di fare qualche verifica sul mio impianto con un tester. Mi l imiterò solamente a cercare se il neutro è a terra, ma vorrei capire come usare il tester.
Come faccio a mettere in cortocircuito il neutro e la terra?
grazie
ps: NON so usare il tester chiedo proprio una breve guida passo-passo
Ultima modifica di campacavallo il gio 10 set 2009 12:10 pm, modificato 1 volta in totale.
Il tester è uno strumento in grado di controllare diverse grandezze elettriche. Esistono ancora in commercio i vecchi analogici, ma i digitali li hanno soppiantati a meraviglia e costano la 20.ma parte di quello della I.C.E., prodotto italiano per eccellenza che è bene sia finito nel magazzino in basso alla mia destra. Dite che ce l'ho con la fabbrica che ho appena nominato perché vendeva un prodotto troppo caro? Siete malelingue!
Come dice la parola, questo strumento è un "verificatore", ovvero esamina i valori delle Tensioni - Alternata e Continua -, Resistenze, Capacità, l'hfe dei Transistor, la conduttività dei Diodi. E' dotato di due connessioni solitamente con filo Rosso e Nero terminanti con dei Puntali che consentono il controllo delle parti sospette semplicemente "toccando" i punti del circuito in esame. Il contrrollo delle Tensioni è possibile sia per quelle Alternate, che per le Continue. In realtà, il circuito è lo stesso con la differenza che in alternata viene attivato un "raddrizzatore" ed una piccola capacità di livellamento, mentre in Continua, il segnale derivato dalla Tensione da misurare va direttamente al circuito che mostra le cifre sul display. Un discorso analogo per le correnti, sia alternate che continue, questo perché il segnale che arriva al chip numerico deve essere digitale, perciò viene trasformato da un apposito circuito da anaologico a digitale. Per quanto riguarda le misure di Resistenza, il tester utilizza una propria batteria interna che, attraverso i puntali, viene posta in serie alla resistenza (o al blocco di resistenze) da misurare; la tensione della batteria interna genera pertanto una corrente ed il livello di questa corrente determina la misura della resistenza. Per le Capacità, invece, il tester in grado di misurarle (non tutti i tester lo fanno), utilizza un proprio circuito oscillatore interno (a 1kHz, se non sbaglio) dopo di che misura la Reattanza Capacitiva e da questa ottiene il valore della Capacità (con lo stesso sistema, con l'aggiunta di pochi elementi, potrebbe misurare anche le Induttanze, ma non capisco perché non lo facciano...). Per le verifiche dei Diodi, invece, un apposito "buzzer piezoelettrico" viene collegato attraverso una parte della Tensione di Batteria Interna (normalmente essa è di 9 V, ma ne vengono prelevati solo 6 per questa prova) al diodo in esame; se il diodo è "buono" si avverte il sibilo del cicaclino solo quando è collegato + al positivo e - al negativo; se è rotto, il cicalino fischia sia nell'uno che nell'altro modo (cortocircuitato) o non fischia affatto (interrotto). Per le misure dell'hfe, lo strumento mette a disposizione uno stadio polarizzato con corrente di base fissa; inserendo il transistor negli appositi piedini B=Base, E=Emittore C=Collettore e rispettando le polarità (NPN, PNP) lo strumento rileva la corrente di Collettore Ic; poiché essa è proporzionale al "Guadagno" in ragione di Ic=BIb, conoscendo Ic e Ib, dà il valore dell'hfe (anche noto come: "beta") restituendo il valore B=Ic/Ib.
Una piccola complicazione a quanto più sopra è data dall'esistenza di diverse posizioni dell'interruttore a più posizioni con il quale è possibile scegliere la "Scala Giusta"; questo perché, per vari motivi, la precisione delle misure dipende in larga misura proprio dalla scala scelta. Supponi che vuoi misurare una tensione di 1 volt, usando una posizione con fondo scala di 200 V, la precisione va a farsi benedire. L'interruttore variabile consente di scegliere un fondo scala minore ed avere, così, una maggiore precisione. Se misuri, infatti, la tensione di una batteria AAA con una scala fino a 250 V= (il simbolo "=" significa "Grandezza Continua") probabilmente leggerai un valore 1 V, se la misuri con la scala fino a 2V otterrai il valore "preciso" di 1,24 V quando è "nuova di zecca". Lo stesso discorso vale per le Tensioni, Correnti, Capacità, Resistenze. Il valore più preciso lo avrai passando da una scala all'altra fino a quando la misura si discosta di poco da essa.
Non ho molto, vivo con poco, spesso fallisco, sempre mi rialzo.
Ora vorrei capire come testare se ho il neutro a terra.
Innanzitutto: cosa significa? Che ho un valore di corrente sul neutro o sulla terra? Perchè se misurando trovo un cortocircuito (0 ohm) significa che c'è corrente dove non dovrebbe e quindi qualche presa è collegata alla "vivailparroco", giusto?
questo però non farebbe scattare il magnetotermico anzichè far "friggere" il salvavita con quel rumore?
Recentemente ho fatto un quadro nuovo e un magnetotermico differenziale ticino friggeva.
Forse é un problema sui contatti interni.
Ormai la qualità di questa casa é ulteriormente scesa da quando é stata acquistata dalla Legrand.
Anche ABB puo' essere cara. Il prezzo di un magnetotermico puo' costare dagli 8 fino a raggiungere i 40 ed oltre euro, dipende soprattutto dal potere di interruzione (non cito la tensione e/o corrente visto che stiamo parlando di un uso domestico).
Per
Ciaooo
Per esempio
1) 16A Serie 200L costa 8 Euro (Funzione: protezione e controllo dei circuiti contro i sovraccarichi e i corto circuiti; protezione dei
carichi resistivi e induttivi con bassa corrente di spunto.)
2) 16A Serie 200 costa 24 Euro (Funzione: protezione e controllo dei circuiti contro i sovraccarichi e i corto circuiti; protezione delle
persone e di cavi di lunghezza molto elevata nei sistemi TN e IT).
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