hobby molto meno "movimentati". Dato che per il lavoro a maglia non sono portato e le parole crociate alla lunga rompono, sono approdato all' elettronica, argomento inerente anche al lavoro che svolgevo precedentemente. Nulla di stratosferico, piccoli circuitini, un pò di microcontrollori, un modo insomma di passare il tempo e mantenere i neuroni attivi.
Fatta la premessa, veniamo al dunque. Credo che tutti voi abbiate visto nei vari brico quei segnapassi da giardino con pannellino solare e led bianco, cinesate da 1 euro o poco più dalla durata piuttosto limitata.
Bene, me ne sono ritrovato sul tavolo da lavoro ben 5, naturalmente non funzionanti. Smontandoli, mi sono reso conto che sono circuiti veramente interessanti. Con un pannellino solare che eroga nelle condizioni migliori 2V e 10 mA, caricano una batteria al ni-cad da 1,2V e 200 mAh. Ma la parte più interessante è che con 1,2V riescono, con un piccolo integrato e una induttanza, a far accendere un led bianco, che notoriamente funziona a 3,1/3,6 V. Incuriosito, ho fatto un pò di ricerche in rete e ho scoperto che questo tipo di circuito è chiamato "ladro di Joule" ed è facilmente realizzabile con un transistor e pochi altri componenti. L' uso più interessante, anche sotto il profilo ecologico, è quello di riuscire a spremere le batterie fino al limite. Molto spesso, in particolare nelle apparecchiature elettroniche, siamo costretti a sostituire le batterie ma in realtà hanno ancora immagazzinato un pò di energia. Con questo circuitino e una batteria semiscarica riusciremo a far accendere 2 led bianchi da 5mm per ancora parecchio tempo, fino al limite di 0,6 Volt.
Questo è lo schema:

I componenti sono:
QI > transistor BC 337,
L1> induttanza, ne parleremo più avanti,
R1> resistenza 2,2 Kohm 1/4 Watt,
C1> condensatore 470 pF,
C2> condensatore elettrolitico 10uF, 10-16 Vl,
L2-L3> led 5mm withe.
Come vedete, veramente poche cose. Se si tiene conto che i condensatori sono non fondamentali, quindi eliminabili, rimane solo l' induttanza che richiede un pò di lavoro.
:Si possono trovare induttanze adatte ricavandole da alimentatori switching guasti (alimentatori di PC, di vecchie TV , rottami elettronici vari) come ho fatto nel mio prototipo, oppure costruirsela con un toroide di ferrite ricavato sempre da rottami vari ( per esempio elettronica delle lampade CFL). Sul toroide dal diametro di circa 25mm, si avvolgeranno due avvolgimenti da 15-20 spire di filo di rame smaltato AWG 28 ( diam. 0,286 mm sez.0,0804 mm2 ) nello stesso senso e poi per il collegamento comune si metteranno insieme la fine e il principio di ogni avvolgimento. Anche il valore dell' induttanza non è un fattore determinante, consigliati tra i 20 e i 100 uH. Per chi non possiede uno strumento per misurare l' induttanza, il mio consiglio è : provare, provare, provare. Con la foto sotto spero si chiarisca un pò la cosa.




Notate che nella foto 2 , con 0,93V accendiamo i led con notevole brillantezza.
Applicazioni? Dalla torcia portatile alla luce votiva....e a quanto vi suggerisce la fantasia.
Notate che lo stesso identico circuito alimentato con due batterie può accendere fino a 4 led, a due a due in serie fra loro.
PS. non riesco a caricare lo schema con Imgur, perciò metto il link
