Signori si tempraaaaaaaaa!!!!!!!
Davvero...scusatemi se vi sottopongo ad estenuanti attese con questo bradipo-thread, ma gli impegni sono tanti e posso lavorare a saltelli... Scusatemi anche se in questo post le immagini avranno una mediocre qualità, ma per rappresentare alcune fasi della tempra ho dovuto filmare, per avere mani libere, e poi ritagliare dal video alcuni fotogrammi.
Andiamo per gradi allora. L'obbiettivo lo ricordo, è fare tutto senza praticamente investire denaro. Per temprare occorre una forgia, c'è poco da fare... come fare?
Eccola... vi descrivo la mia forgia a costo zero. Una vecchia teglia di recupero forata sul fondo a mo' di padella per caldarroste, ed un secchio in lamiera per pitture forato sul basso. Forgia fatta.
Ora, ne capirete il funzionamento....
Metto un po' di carbone di legna comune nella padella che adagio sul secchio, metto qualche ritaglio di legno per avviare il fuoco ed accendo.
A debita distanza preparo l'aspirapolvere commutato su soffiatore e collego un tubo che sarà inserito nel foro del secchio, questo mi servirà a convogliare aria che farà da comburente sulla carbonella. L'aria arriverà grazie ai fori praticati sul fondo della padella:
Lo scopo della forgia è quello di portare il metallo alla temperatura di tempra. Qui il discorso dovrebbe ampliarsi, ma tanto, purtroppo però non sono la persona idonea a fare lezioni di termodinamica.

Accontentiamoci di sapere che il pezzo prima di entrare nell'olio deve diventare color rosso ciliegia. Un secondo indicatore è la calamita: quando non attacca più, la temperatura è (teoricamente) raggiunta. Il mio acciaio è un K720 ed ha temperatura di tempra appena superiore...
anche dopo la prova calamita lo rimetto in forgia per qualche altro minuto.
I collegamenti sono semplici e grossolani, non occorrono finezze:
Mi preparo il materiale occorrente: una vaschetta in lamiera di misura idonea a contenere il coltello, qualche pezzo di metallo, una calamita con prolunga, pinze lunghe (sarebbe ottima una pinza da fabbro ma ne sono sprovvisto), olio di semi.
Per la tempra solitamente si usa appunto olio di semi. Questo dovrebbe essere riscaldato portandolo ad una temperatura intorno ai 60 °C, per questo mi sono preparato quei tocchetti di metallo: li riscaldo nel fuoco e li butto nell'olio per raggiungere all'incirca quella temperatura. Non vado troppo per il sottile: quando metto il dito nell'olio e sento che comincia a scottare, per me va bene.
Verso l'olio...
metto dentro con la pinza il primo tocchetto di metallo caldo:
ancora tiepido, dovrò metterne un secondo pezzo.
Nel frattempo ho adagiato la lama nei carboni non di piatto ma di taglio. Ciò è importante per due ragioni. La prima perchè potrebbe piegarsi leggermente (mi è successo e per riportarlo in linea non è stato semplice) la seconda perchè è più facile pinzarlo. Tenete presente che il soffiatore è in funzione e già a 20 cm. dalla brace il calore è notevole: non cè molta comodità per pinzare il pezzo.
ok... il pezzo è rosso, procedo alla prova calamita con esito positivo.
Ancora un pochino in forgia e via nell'olio preriscaldato:
Non va immerso di getto, esiste una tecnica che prevede prima il bagno del filo, poi la lama intera e poi l'immersione totale.
Lascio che il pezzo si raffreddi comodamente nell'olio...
Come si può facilmente notare, l'acciaio ha prodotto molte scorie che hanno sporcato l'olio. Il pezzo stesso si è annerito.
Quando lo estraggo, appare così:
Fa' un po' senso vederlo così...

due ore fa' era bello luccicante...
ma tranquilli, è tutto nella norma. La tempra, è conclusa, ma paradossalmente in questo momento il pezzo è piuttosto fragile e vulnerabile, perchè quest'azione fisica lo ha caricato di tensioni interne che dovrò rimuovere. Per fare questo occorre un'operazione chiamata "rinvenimento". E' molto semplice: basta mettere il pezzo nel forno a 200 °C per 45 minuti. Fatto ciò, potrò finalmente riportare il pezzo "alla luce", qui entrerà in ballo il mio caro vecchio olio di gomito che lo farà tornare fiammante, anche più di prima!!
A presto!!
