Non sempre è facile trovare il giusto colloquio, ma, spesso deriva dalle esperienze che si sino vissute:
Sicuramente i tuoi per te vorrebbero il 'meglio' e, anche il 'meglio' è la risultante delle esperienze vissute.
I miei figli hanno atto la loro scelta senza alcun condizionamento o spinta: erano motivati a studiare per loro stessi e, devo dire che ci sono riusciti ottimamente.
Hanno avuto la 'fortuna' di non dover pensare a scelte diverse e, questo per le mie scelte; la tranquillità di non dover necessariamente provvedere a loro stessi ha fatto si che considerassero lo studio come un lavoro, ossia fatto con serietà, determinazione, impegno.
Non per questo non hanno avuto vita di relazione; hanno avuto i loro interessi, i loro 'giochi', le proprie esperienze.
Non sono stati sempre con la testa sui libri, però, non hanno perso tempo.
Lo studio non è solo un tuo impegno, ma, anche dei tuoi genitori: purtroppo studiare costa anche in termini economici e, certe considerazioni a volte si devono porre.
Capisco il rimpianto di tuo padre; purtroppo spesso le menti dotate non vengono giustamente indirizzate, vuoi per incomprensioni, vuoi per esigenze di vita pratica, vuoi perché il nostro sistema 'scolastico' non favorisce e non stimola.
Anche i miei genitori provengono da famiglia numerosa dove si doveva lavorare per mangiare
e, questo sicuramente può farti capire la loro perplessità: si sono impegnati per poter assicurare ai figli quanto più possibile e, forse, la paura che il domani 'nello studio' per te possa rivelarsi un 'tentativo' e non un impegno preso con determinazione e ferma volontà li impensierisce ("vorrebbero vedermi sempre sui libri e interessato al lavoro").
Molto deriva anche dalle 'consuetudini' familiari; vi è la tendenza a seguire certe tradizioni, spesso si segue la scia di chi ti ha preceduto in famiglia.
io cerco ancora adesso di divertirmi con il gioco
: beh, se non trovassi anche il tempo per lo svago, sarebbe assurdo.
Solo: sei più interessato al gioco e prendi lo studio come uno svago??
Non essere abbattuto se non riesci a far attivare il tuo messaggio ai tuoi; cerca di trasferire le tue emozioni, le tue sensazioni, la tua 'voglia' di essere quello che sogni!
Loro capiscono, loro ti seguono e, come quando eri piccolo, cercano di sfrondare il tuo cammino degli eventuali ostacoli o pericoli che si possano presentare.
Un consiglio: se esistono le condizioni perché tu possa continuare gli studi, procedi nella tua strada e, guardando negli occhi tuo padre puoi dirgli che è la cosa che credi giusta per te e che chiedi il suo aiuto per questo.
...dopo la laurea hai iniziato subito....
Beh, personalmente dopo la laurea ho continuato con la specializzazione (altri 4 anni), quindi non faccio testo.
Mio figlio laureatosi ad aprile del 2006 in ing.meccanica (110/lode) ha 'trovato' lavoro dopo appena tre mesi, e, ha potuto scegliere tra un paio di possibilità che gli si erano presentate.
E, parlando con lui del suo mondo del lavoro, ho verificato che tutti i 'bravi' erano stati assorbiti in pochissimo tempo.
Forse la scuola non premia i bravi, ma, nel mondo del lavoro è ricercato chi con determinazione, costanza e grande impegno ha conseguito brillantemente il suo 'titolo' di studio.
Ultimo consiglio:
Motivazione, Impegno
e..qualunque sia la tua scelta, che siano i valori con i quali accompagnarti!
Un caro 'in bocca al lupo'!!!!!!!!!!!!!