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Protezione, estetica e artigianalità davanti al caminetto
Chi ha un caminetto sa bene che, quando è spento, può diventare una fonte indesiderata di odori e polveri. In questo articolo ti mostro come realizzare uno sportello in legno di castagno elegante, funzionale e su misura da posizionare davanti alla bocca del camino. Un piccolo intervento che migliora la qualità dell’aria in casa, valorizza l’ambiente e aggiunge un tocco di artigianato autentico.
Introduzione
Ciao a tutti,
In una casa in montagna ho un bellissimo caminetto di quelli classici di una volta, senza fronzoli ma perfettamente funzionale che però ha un problema.
In pratica quando è spento e all'esterno tira il vento (e sui Monti Cimini il vento si fa sentire abbastanza spesso) l'aria a volte si incamera nella canna fumaria portando giù fuliggine ma soprattutto il cattivo odore di fumo per cui (soprattutto quando si rientra dopo un po' di tempo) si sente quel caratteristico "puzzo" di fumo e fuliggine.
Il caminetto in questione è questo:

Uno sportello per risolvere il problema
Per risolvere il problema ho visto che i vicini si sono fatti costruire da qualche falegname uno sportello per chiudere la bocca del caminetto e quindi (ovviamente) ho pensato bene di farmelo da me utilizzando del legno di castagno e... questo è il risultato:

Descrizione del processo di costruzione
Ma procediamo dall'inizio...
Visto che il legno di castagno da queste parti è molto comune e quindi piuttosto economico rispetto ad altri legni pregiati, mi sono recato presso una segheria ed ho acquistato due tavole di castagno grezze (eh sì, mi andava di fare il lavoro completo) pagandole 7 euro ciascuna per un totale di 14 euro... certo viste così non sono molto belle ma le ho pagate veramente poco calcolando che sono lunghe 2 metri e soprattutto hanno uno spessore di 3 cm, quindi davvero molto alto.

Taglio delle tavolette con la troncatrice per il legno
La misura dello sportello doveva essere di 57 x 84 cm, e anche confrontandomi con la mia signora abbiamo pensato che era più bello fatto con delle stecche poste in verticale affiancate ed incollate e quindi ho cominciato a tagliare con la troncatrice per il legno, dei pezzi dalle tavole lunghi appunto 57 cm ciascuno per fare le assi verticali.

Taglio e rifilatura delle stecche con la sega a nastro
Le tavolette però in questo modo erano ovviamente troppo larghe per cui essendo la tavola di larghezza di 13 cm le ho tagliate a metà usando la sega a nastro

Poi ho messo la sponda della sega a nastro a 6 cm di distanza dalla lama per rifilare le tavolette tutte della stessa larghezza.

E con la sega regolata in questo modo ho rifilato ogni tavoletta ottenendo un doppio scopo, da una parte ho ottenuto tutte le tavolette della stessa identica misura, e dall'altro ho eliminato da ogni tavoletta il lato ancora allo stato grezzo.

Portare lo spessore delle tavolette a 14 mm
Ho quindi ottenuto in questo modo 7 tavolette larghe 6 cm ed alte 57 cm.
La tavola di 3 cm è però troppo spessa e facendo lo sportello con questo spessore sarebbe diventato davvero troppo pesante (oltre al fatto che non mi sarebbero certo bastate solo due tavole) ed è per questo che ho preso con il calibro la misura sulla costa segnando la metà dello spessore della tavoletta

Ho quindi spostato la sponda della sega a nastro fino a centrare con la sega il centro esatto della tavoletta e così ho potuto tagliare ogni tavoletta dimezzandone lo spessore e portandole a circa 14 mm ciascuna.

In questo modo ho ottenuto 14 tavolette di 6 cm di larghezza e 57 cm di altezza. Affiancando tutte le 14 tavolette ottengo una larghezza totale di 84 cm che con l'altezza di 57 cm è esattamente la misura che mi serviva per il mio sportello.

Prova a secco per vedere l'effetto della venatura
Durante tutta la lavorazione ho mantenuto la posizione delle singole tavolette allineate lungo i tagli che ho fatto man mano ed infine le ho rimesse in posizione e numerate in modo da mantenere nella realizzazione finale dello sportello, le tavole il più possibile a contatto con i punti di taglio e non perdere così i punti di unione delle venature tra ogni tavoletta e quelle adiacenti.

Le appoggio quindi a terra affiancate seguendo la numerazione che ho segnato per avere un colpo d'occhio del risultato delle venature del legno e... mi sembra soddisfacente

Smussare gli spigoli con la fresatrice
Ora con una fresa a 45 gradi montata sul banco fresa, smusso gli spigoli delle tavolette in modo da avere un effetto più gradevole sui punti di unione ed anche (da non sottovalutare) per mascherare le leggere imperfezioni dovute alla non perfetta linearità di taglio della sega a nastro.

Per questa operazione come dicevo ho utilizzato il banco fresa con una fresa semplice a 45 gradi, ma la stessa operazione può essere fatta con una fresatrice verticale a mano o una rifilatrice ed una fresa per modanature con il cuscinetto di battuta.
Se qualcuno è interessato ad approfondire questo argomento c'è un articolo molto ben fatto del nostro amico Mariobrossh che spiega i rudimenti per l'utilizzo di una fresatrice verticale che consiglio vivamente di leggere.
L'articolo lo potete trovare a questo link: Guida di base sull'uso della fresatrice verticale a mano (di Mariobrossh)
In qualsiasi modo vengano fatte queste rifilature, l'effetto finale di come verrà lo sportello è senz'altro più gradevole alla vista.

Unione di costa con l'utilizzo dei lamelli o biscotti
Ora per unire le tavolette una all'altra utilizzo la lamellatrice della Lidl perché devo dire che l'unione con i lamelli (detti anche "biscotti") per unire dei legni di costa la considero il miglior compromesso tra velocità del lavoro ed il risultato finale che si ottiene.
Altre alternative valide sono:
- L'utilizzo delle spine di faggio: Per mettere le spine di faggio c'è bisogno davvero di poca attrezzatura e molto economica ma la lavorazione è più lenta e un po' più critica a causa delle tolleranze di errore davvero ridotte. Anche su questo argomento c'è un articolo di Mariobrossh che ne parla in modo approfondito: Costruire un mobile usando l'assemblaggio con Spine di Faggio detto spinatura (di Mariobrossh)
- L'utilizzo di scanalature Maschio/Femmina (o Tenone e Mortasa) fatte lungo tutto il bordo delle tavolette: Questo sistema è davvero più rapido e preciso ma per ottenerlo c'è bisogno di un banco fresa e di frese specifiche per questo tipo di giunzione il che fa lievitare i costi dell'attrezzatura che si deve avere a disposizione. Altro difetto di questo sistema è che la giunzione "ruba" parte della larghezza delle tavolette e quindi queste dovranno essere più larghe per compensare lo spazio che viene perso nella giunzione.

Come dicevo con questo attrezzo il cui costo tra le marche hobbistiche non è molto elevato, permette in poco tempo di preparare tutte le sedi dei lamelli posizionate sulle coste delle stecche di legno in questo modo:

Fissaggio con la colla vinilica
A questo punto ho utilizzato la fedele colla vinilica per incollare le tavolette una all'altra.
Personalmente preferisco abbondare un po' con la colla nelle sedi e sui lamelli in quanto questi ultimi tendono ad assorbire un po' l'acqua presente nella colla vinilica ed in questo modo si espandono leggermente favorendo un fissaggio migliore.

Le tavolette sono tante e ne ho incollate 7 alla volta facendo due metà dello sportello che una volta asciugate ho a loro volta incollato insieme.
Per evitare che stringendo i morsetti il piano si imbarcasse, ho messo dei profilati tubolari in ferro a sezione quadrata (due sotto e due sopra) stretti con dei morsetti in modo che le tavolette si mantenessero in piano e poi naturalmente i morsetti lunghi per tenere le tavolette strette sulle giunzioni, il tutto lasciato lì per una notte fino alla completa essiccazione della colla vinilica.

Lisciatura del legno con la levigatrice
Non avendo a disposizione una piallatrice messo sulla parte anteriore dello sportello i piani tagliati dalla sega a nastro lasciando la parte rimasta grezza sul retro dello sportello che tanto non si vede e non mi crea problemi.
Ovviamente la sega a nastro lascia il legno piuttosto ruvido e delle inevitabili imperfezioni, ho quindi dovuto lavorare un po' più a lungo con la levigatrice rotorbitale con le grane più grosse passando poi via via alle grane più fine

Trattamento e finitura del legno
Finito con la levigatrice ho passato il mordente con un pennello asciugando con una pezzetta per cercare di distribuirlo in modo più uniforme.
Per trovare il colore giusto ho fatto prima varie prove con un pezzo di scarto mischiando il mordente Noce Scuro (per la colorazione marrone) mischiandolo con del mordente Teak cercando di ottenere una gradazione più calda (tendente un po' al rosso anche se mi hanno consigliato per questo scopo di utilizzare il ciliegio) ed alla fine diluendo il tutto con pari quantità di acqua per schiarire il colore che altrimenti veniva troppo scuro.

Ho poi passato il fondo turapori, carteggiato leggermente e passato la finitura come ha insegnato il "maestro" Mariobrossh nelle realizzazioni che ha fatto e che potete trovare pubblicate qui sul sito ed il risultato ottenuto è quello che si può vedere in questa foto.

Certo il fatto di non aver piallato le tavolette ha lasciato qualche segno che rende il lavoro più rustico, però alla fine sono soddisfatto di quello che è uscito fuori, voi che ne pensate?
Spero come sempre che questo articolo sia utile come guida o più semplicemente come spunto a qualcuno per le proprie realizzazioni.
Ringrazio comunque tutti coloro che hanno letto questo articolo fino alla fine dimostrando così che questo lavoro non è stato inutile.
P.S. Se avete qualche dubbio o consiglio o anche solo per farci sapere che l'articolo vi è piaciuto, potete andare e scrivere un messaggio sul Forum da cui questo articolo è stato ricavato seguendo questo link:
Sportello o coperchio per chiudere la bocca del caminetto
Grazie
Luciano (Capitan Farloc)






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